Secondo un sondaggio svolto, il 90% degli alunni di scuole musicali a domicilio sceglierebbe di nuovo di fare lezione a casa propria piuttosto che recarsi presso una sede fisica.

Tra le varie motivazioni ci sono: la comodità, il risparmio di tempo e l’impagabile tranquillità d’animo dei genitori che possono finalmente dedicarsi alle proprie attività mentre il figlio impara e si diverte. Tutto qui? No, a queste motivazioni più superficiali aggiungiamo 5 notevoli vantaggi, ricavati dalle opinioni di alunni e maestri, che forse vi indurranno a scegliere una scuola a domicilio:

1. Tempo: non solo quantità ma anche qualità

Foto di Any Lane da Pexels

Il maestro ti dedica più tempo venendo a casa tua. Spesso nelle scuole, appena scatta il cambio dell’ora, bisogna liberare la stanza all’alunno successivo e il maestro non ha il tempo di parlare con l’allievo, né di chiedergli qualcosa di personale o di ascoltarlo mentre manifesta impressioni e interessi. Non ha quindi modo di instaurarci un rapporto più completo, né il genitore riceve un resoconto dettagliato da parte del maestro al termine della lezione. Il servizio offerto da una scuola a domicilio è comodo ed efficace, al passo con i tempi e le difficoltà di spostamento proprie di una grande città come Roma. Risolve inoltre le problematiche organizzative delle giornate degli alunni, sempre più piene di impegni scolastici, extrascolastici o lavorativi. Il maestro ti raggiunge comodamente a domicilio offrendoti con questo metodo innovativo delle lezioni classiche.

2. Spazio senza confini

 Il maestro di una scuola a domicilio può lavorare con gli strumenti di una casa messi a disposizione dalla famiglia. I bambini più piccoli si trovano maggiormente a loro agio in un ambiente familiare, specialmente quelli di 4 o 5 anni che iniziano con la musica gioco e l’educazione musicale. È importante che utilizzino lo spazio intorno a loro senza timidezza: gli asili nido e le scuole materne, ad esempio, riproducono proprio l’ambiente familiare. È possibile organizzare lo spazio circostante con oggetti e colori in base alle loro esigenze. Con un bel tappeto potranno adagiarsi per terra, colorare, giocare con il materiale utilizzato. Un contesto intimo è un bene anche in caso di disabilità: alunno e maestro avranno, in un ambiente familiare, tutto l’aiuto necessario.

3. Maggiore possibilità di capire le intenzioni musicali dell’alunno. 

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Il maestro può cogliere le profonde radici della sua motivazione oppure scoprire interessi da far notare ai genitori: curiosità per altri strumenti, per il canto o per il ballo.

4. Empatia con l’alunno e con i genitori

Il più fertile terreno di scambio di emozioni è quello musicale, come dimostrano i risultati della musicoterapia. È più facile capire l’ambiente in cui l’alunno vive, gli altri interessi che possiede ed è più semplice stare in intimità: si crea complicità. Se si sta bene con l’ambiente e con i familiari dell’alunno, sicuramente si sta bene anche con lui. Il maestro, ospitato a casa, può facilmente fare un resoconto settimanale ai genitori. A casa ci si conosce meglio: si crea un caloroso rapporto umano. Se l’insegnante farà lezione in un giorno di pioggia potrebbe ricevere molte attenzioni dalla famiglia ospitante. Un maestro racconta: “Mi hanno offerto un phon per asciugarmi capelli e vestiti, un tè caldo per riscaldarmi e una bella merenda per ringraziarmi di essermi spostato con un nubifragio”. Ma anche senza bisogno della pioggia, gli scambi calorosi possono diventare una costante. 

5. Maestro più motivato

La soddisfazione che offre un servizio completo e a contatto con l’ambiente dell’alunno, ma soprattutto la possibilità di comunicare costantemente ai genitori i progressi dell’alunno, può costituire un vero incentivo al miglioramento della sensibilità del maestro nei confronti delle intenzioni musicali dei suoi alunni e, perché no, lo aiuta anche a creare un metodo ad hoc. È anche più facile, a così stretto contatto con la famiglia, monitorare l’effettivo studio del piccolo alunno e, di conseguenza, prendere scelte in merito, come quelle di cambiare il programma di studio o di insistere su una tipologia specifica di repertorio. 

Sembra che manchi un solo aspetto: l’elemento di confronto. Tuttavia alcune scuole di musica a domicilio offrono questa possibilità organizzando uno o due saggi all’anno in cui gli alunni prendono coscienza del proprio percorso e conoscono gli altri allievi e i loro rispettivi maestri, ascoltano le altre esecuzioni e ne prendono spunto per fissare degli obiettivi o per affinare il loro gusto. 

Si aggiungono, così, a ciò che può offrire una normale scuola di musica, il calore umano e una condivisione più intima, caratteristiche tipiche dell’ambiente familiare e, nella maggior parte dei casi, estranee ad un ambiente di apprendimento.

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Foto di copertina di Tima Miroshnichenko da Pexels